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Qualche tempo fa ho voluto scrivere un articolo che spiegasse la differenza tra Foto-terapia e Fotografia terapeutica (se ve lo siete perso, basta un click su quello che ho appena scritto).

Oggi mi è venuta voglia di approfondire l’argomento descrivendoti le Phototherapy Techniques di Judy Weiser. La metodologia creata da questa psicoterapeuta e fotografa canadese che ha dato vita alla Foto-Terapia, utilizzata in psicoterapia per aiutare i pazienti a risolvere i loro problemi e a guidarli verso il cambiamento.

Questa pratica terapeutica è potentissima, perché attraverso le fotografie che fanno da stimolo visivo, le persone sono in grado di parlare di loro stesse ed arrivare a delle profonde consapevolezze, molto più velocemente che utilizzando solamente la parola e il dialogo con il terapeuta.

Perché avviene questo? Perché quando parliamo di una fotografia, è come se parlassimo di noi stessi. Proiettiamo su di essa parti di noi ma non essendone consapevoli, aggiriamo i nostri meccanismi di difesa che la maggior parte delle volte ci bloccano nel parlare di noi stessi.

Descrivendo fotografie e reagendo ad esse, le persone sono spesso in grado di entrare in contatto con forti sentimenti che solitamente sono nascosti da difese cognitive come negazioni e razionalizzazioni. Queste tecniche bypassano i sistemi di controllo verbale e conscio e permettono al linguaggio inconscio, metaforico e simbolico, di emergere.

Come funziona il processo proiettivo

Le phototherapy tecnique di judy weiser
©Salvador Dali, Donna dormiente, cavallo e leone invisibili, 1930

Il processo proiettivo è il fondamento teorico delle Phototherapy Techniques di Judy Weiser e ora ti spiego in che modo funziona. Quando guardiamo un’immagine, ognuno di noi riceve dal nostro cervello una serie di informazioni simultaneamente e, inconsciamente, sceglie a cosa prestare attenzione e a cosa ricordare.

Tale scelta inconscia è guidata dalla personale struttura interna di valori che mappano e stabiliscono le priorità di ciò che più ci interessa. Ti starai chiedendo probabilmente cosa sia questa struttura interna, è semplicemente l’insieme dei nostri valori interiori assorbiti durante la nostra crescita e le nostre esperienze, condizionato dalla cultura di origine e dell’educazione familiare. Questo sistema di valori interiori è profondamente inconscio e sta alla base di tutte le decisioni quotidiane, le opinioni, i giudizi riguardanti se stessi e gli altri, le aspettative, le regole del vivere, quello in cui crediamo.

Adesso capirai bene perché quando guardiamo una foto e parliamo di essa, in realtà parliamo di noi perché la maggior parte di ciò che pensiamo di vedere proviene direttamente da dentro di noi.

Le Phototherapy Techniques: il Photoprojective

Le tecniche di Foto-terapia della psicoterapeuta canadese utilizzano proprio il processo proiettivo per stimolare nel paziente la comprensione di se stesso e la risoluzione delle proprie dinamiche psicologiche. Il terapeuta rivolge una serie di domande che riguardano la fotografia scelta come stimolo e il paziente risponde parlandone in terza persona. In questo modo, non sentendosi minacciato, esprime liberamente quello che pensa e il terapeuta riceve una serie di preziose informazioni che saranno poi oggetto di riflessione.

Adesso ti faccio sperimentare la prima tecnica di Foto-terapia che si chiama Photoprojective: guarda qua sotto questa fotografia e scegliete, tra tutte le foto che vedi, quella che useresti per presentarti a persone che non conosci. Scegli di pancia, senza pensare, ma dove ti casca l’occhio, su ciò che cattura la tua attenzione.

phototherapy tecnique di judy weiser

 

Adesso guarda questa foto, prendi carta e penna e rispondi a queste domande una alla volta:

Tre cose che mi piacciono di questa Fotografia…

Tre cose di te che non possono essere capite guardando questa fotografia…

Se questa foto potesse parlare che cosa direbbe?

Che cosa mi piacerebbe dire a questa fotografia?

Se questa foto potesse mantenere un segreto, quale sarebbe?

Darei questa foto a……perché?

Non darei mai questa foto a……perché?

Che titolo daresti a questa fotografia?

Adesso che hai finito l’esercizio, com’è andata? Se ti sei messi davvero in discussione è probabile che hai compreso il motivo per cui hai scelto proprio quella fotografia e non un’altra, magari in questo momento esprime una parte di te,  un conflitto che stai vivendo o un desiderio.

Ti ho fatto fare questo esercizio per farti capire come funziona la tecnica proiettiva e come il terapeuta pone le domande al paziente. E’ ovvio che in seduta, il terapeuta guida le domande in base alle risposte, in modo che il paziente approfondisca alcuni aspetti che egli reputa interessanti per lo sviluppo della terapia.

Se ti ho incuriosito e vorresti saperne di più, nei prossimi giorni ti descriverò le altre 4 Phototherapy Techniques di Judy Weiser. Stay tuned!!

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[…] sei qui è perché probabilmente hai letto la prima parte relativa alle Phototherapy Techniques di Judy Weiser e sei curioso di sapere quali sono nello specifico le tecniche. Quindi non perdiamo altro tempo e […]

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